Comune di Capaccio Paestum

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BONIFICATA LA BUFALARA DI GROMOLA

Era stata trasformata in una discarica abusiva la bufalara che si trova nella frazione Gromola. Questa mattina gli operai della Sele Calore hanno provveduto a rimuovere i rifiuti e a disinfettare la struttura in cui era stata accumulata immondizia di ogni genere, tra cui divani, frigoriferi, tavoli, vecchi abiti, pneumatici, bottiglie, buste contenenti spazzatura. Gli operai della Sele Calore hanno rimosso oltre cinque tonnellate di immondizia.
Venerdì scorso (6 dicembre) la polizia municipale si era recata nella bufalara per sgomberare alcuni cittadini extracomunitari che la occupavano abusivamente, ma gli agenti non avevano trovato nessuno. Quindi si è dato inizio alle operazioni di bonifica con la rimozione di alcune roulotte utilizzate come alloggio. In quell’occasione era stato individuato anche un allaccio abusivo alla rete dell’energia elettrica.
Già in passato polizia locale e carabinieri erano intervenuti per sgomberare la bufalara utilizzata impropriamente come alloggio. Ma col passare del tempo e per mancanza di controlli l’edificio è stato nuovamente occupato. Questa volta si è deciso di chiudere gli accessi, in modo da impedire che vi si possa entrare, mentre i volontari della protezione civile si sono assunti il compito di vigilare affinché non si verifichino nuove occupazioni abusive.
La bufalara fa parte della storia agricola di Capaccio Paestum: costruita nel ‘700, veniva utilizzata per la lavorazione della mozzarella. Nell’edificio annesso alloggiavano i coloni occupati nelle attività dell’azienda. Attualmente fa parte dei beni dell’ex Ersac. Il Comune di Capaccio Paestum lo scorso gennaio ne ha chiesto l’acquisizione alla Regione, assieme ad altri locali, per lo più situati a Gromola, tutti appartenenti all’ex Ersac.
«Dalla bufalara, che è un monumento che testimonia la storia agricola di Capaccio Paestum, potrebbe avere inizio il rilancio del borgo Gromola. – spiega il sindaco Italo Voza – Per questo ne abbiamo chiesto l’acquisizione alla Regione. Un richiesta che intendo sollecitare alla luce della situazione in cui verte la struttura, da anni in completo stato di abbandono».